16/04/2019

Lo Strano Caso di Nico Gidori Capitolo V “Batoste Digitali”

Capitolo V

 

La città non gli era mai sembrata così caotica. Le auto che sfrecciavano, i passanti che, incuranti, lo urtavano da qualsiasi lato essi giungessero e sembravano non notare la sua esistenza. La vita frenetica cittadina non aveva niente a che vedere con la lenta e tranquilla vita di Assarì. Nico strinse i denti e maledisse il giorno in cui aveva deciso di ritornare al suo paese.

Ricordò che un suo collega di università possedeva un piccolo seminterrato, in periferia, dove avevano trascorso, durante gli studi, diverse serate invernali e che era intenzionato ad affittare per poterne guadagnare qualcosa. Si dirisse lì, senza pensarci due volte, e, quasi per casualità vi trovò proprio il suo ormai ex-collega, Giacomo, con il quale si accordò per una cifra molto bassa e che gli parve congrua, considerato il poco denaro disponibile.

Nei giorni a venire, Nico cercò di arredare alla meglio il piccolo seminterrato buio e freddo, sistemando la vecchia branda e la larga scrivania in cui ormai si era radicata una notevole colonia di termiti e su cui aveva posato una vecchia lampada impolverata.

Non aveva nessuna idea, nessun piano da cui ripartire e trascorse i primi giorni a leggere manuali di auto-imprenditorialità per cercare di trovare quella scintilla che avrebbe riacceso improvvisamente la sua vita.

In effetti la consultazione di quei manuali lo convinse almeno del fatto che nel ventunesimo secolo era inconcepibile che un uomo così ambizioso – come ancora si reputava – non avesse ancora compreso che la vita ormai si svolgeva anche in quel mondo virtuale che era diventato sempre più pervasivo nell’esistenza di ogni individuo.

Ne ebbe la conferma dopo aver consultato la rivista New Job for the Future, la quale prometteva di essere una guida aggiornatissima su quelle che da lì ad almeno vent’anni sarebbero state le professioni più di tendenza e che regolarmente pubblicava bandi per accedere a finanziamenti volti a realizzare i propri progetti.

Il suo occhio cadde immediatamente su un bando di finanziamento che avrebbe destinato una notevole somma a chi avesse presentato, entro la fine del mese, un innovativo progetto tecnologico da presentare a mano presso la sede dell’istituto di credito finanziatore. Quelle poche righe rappresentarono per Nico ciò che incessantemente aveva cercato per tutta la vita.

Tornato nel suo seminterrato, cominciò a lavorare giorno e notte sul progetto il quale, pochi giorni prima della scadenza, finalmente prese vita: Smart Bags, ossia un particolare tipo di valigia radiocomandata dal proprio smartphone – sebbene non ne avesse mai posseduto uno – che avrebbe permesso, soprattutto alle persone più anziane o con difficoltà motorie, di viaggiare in tutta tranquillità.

Fiero della sua creatura, impiegò gli ultimi giorni a preparare un accurata presentazione del proprio progetto da esporre alla commissione esaminatrice.

Il giorno della consegna era finalmente giunto, e Nico, dopo aver indossato l’ultimo vestito elegante rimastogli e dopo essersi acconciato nel miglior modo possibile, si riversò in strada, diretto verso la sede dell’istituto Start and Fly.

Giunto lì, gli parve molto strano il fatto che la sala d’attesa fosse completamente desolata.

Si avvicinò ad un grasso signore seduto su di una sedia presso l’entrata – sembrava fosse seduto lì da tutta la vita ormai – e gli chiese dove si trovasse l’ufficio a cui si doveva rivolgere per presentare la domanda di finanziamento.

«Credo di ricordare che la domanda sia scaduta all’incirca una decina di giorni fa» rispose sbadigliando il portinaio, a cui Nico non avrebbe risparmiato un paio di ceffoni.

«Quello che afferma è errato, la domanda scade in data odierna, così come recita questa rivista» rispose Nico, sventolando il numero di New Jobs for the Future che aveva fedelmente portato con sé.

«Signore, ma lei non sa che quelle riviste ormai sono residui del passato? Se vuol essere costantemente aggiornato in tempo reale, dovrebbe consultare il sito online» rispose tronfio il portinaio, come se avesse vinto una fantomatica battaglia dialettica.

La mano di Nico ormai tremava incontrollata, e, per evitare il peggio, decise di uscire e recarsi al primo internet point che avrebbe trovato per strada per collegarsi al sito internet dell’istituto Start and Fly.

Gli bastarono pochi secondi per realizzare che la data di consegna era stata anticipata di una decina di giorni e che, quindi, era ormai fuori tempo massimo per la consegna.

Non ebbe il tempo di uscire dall’internet point che già i suoi occhi grondavano di lacrime. Gli ultimi risparmi investiti, tutte quelle notti insonni per ottenere cosa? L’ennesimo fallimento.

Tornò nel suo seminterrato, e nella sua mente ormai un convoglio di pensieri sfrecciava senza sosta; pensò di farla finita, di privare finalmente il mondo della sua inutile esistenza, ma non aveva il coraggio di compiere un atto così estremo.

Mentre la sua mente divagava, si addormentò improvvisamente, con in mano New Jobs for the Future su cui campeggiava ancora una faccia sorridente che aveva disegnato per ricordarsi che grazie a quella rivista sarebbe tornato ad essere felice.

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